Nella terra di nessuno
Un invito a leggere l'articolo di Luigi Toni apparso in questi giorni su Minima et Moralia.
Luigi Toni, che tra le altre cose ha co-tradotto in italiano insieme a Michele Zaffarano La capitale delle rovine, ha scritto un articolo apparso su Minima et Moralia che vi invito a leggere.
Toni tiene insieme la passione di Samuel Beckett per la pittura e l’evoluzione della sua poetica nel passaggio cruciale tra la metà degli anni Trenta e la metà degli anni Quaranta.
«Al ritorno da Saint-Lô, Beckett attraversa un nuovo periodo di prostrazione psicologica. In una conversazione con Charles Juliet del 1973, ricorderà: “Fino ad allora, avevo creduto di poter fare assegnamento sulla conoscenza. Di dovermi equipaggiare sul piano intellettuale. Quell’esperienza ha fatto crollare tutto”. L’esperienza della capitale delle rovine segna il suo passaggio definitivo dalla coscienza di una catastrofe ontologica alla coscienza di una catastrofe storica — e pone la domanda che orienterà tutta la stagione successiva: come tornare a dare forma all’informe?»
Luigi Toni, «Nella terra di nessuno: Beckett e l’arte dopo la catastrofe» (2026)
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