Finalmente in libreria i diari tedeschi
I taccuini scritti da Beckett tra il 1936 e il 1937 durante il suo viaggio in Germania e rinvenuti dal nipote Edward dopo la morte dello scrittore sono ora stati pubblicati dall'editrice Suhrkamp
Tra il settembre del 1936 e l’aprile del 1937 Samuel Beckett intraprese un viaggio attraverso una trentina di città tedesche, per visitare musei e gallerie. Durante il viaggio tenne un diario. Sei taccuini di scrittura fittissima che a lungo tempo sono rimasti sconosciuti a critici e studiosi. Li rinverrà il nipote Edward nella soffitta dell’appartamento parigino di Boulevard Saint-Jacques, dopo la morte dello scrittore. La celebre biografia di James Knowlson, Damned To Fame (in Italia pubblicata da Einaudi nel 2001 e poi riedita da Cue Press nel 2024 in una nuova traduzione a cura di Gabriele Frasca), a differenza della precedente biografia firmata da Deirdre Bair, fu la prima a potersi avvalere di questa preziosa fonte.
Ora questi diari possono essere letti integralmente grazie all’edizione bilingue in tedesco e in inglese che la casa editrice Suhrkamp porta in libreria da oggi. Oltre 1.300 pagine a cura di Mark Nixon (già curatore di altri studi critici beckettiani) e Oliver Lubrich.

I diari tedeschi sono una fonte preziosa per comprendere ancora più approfonditamente la poetica e la personalità di Samuel Beckett. Pagine da cui emerge l’affinarsi del gusto estetico dello scrittore e lo sgomento di fronte al regime nazista. Scriverà Knowlson nella biografia: «[Beckett] mugugnava regolarmente nel suo diario contro quelli che predicavano il “vangelo nazional-socialista” ed era irritato dal costante “Heil Hitler” […] Non era interessato tanto alle teorie politiche quanto alle ingiustizie che il regime nazista stava perpetrando.»
[Beckett] mugugnava regolarmente nel suo diario contro quelli che predicavano il “vangelo nazional-socialista” ed era irritato dal costante “Heil Hitler” […] Non era interessato tanto alle teorie politiche quanto alle ingiustizie che il regime nazista stava perpetrando.
James Knowlson, «Condannato alla fama»
Tra le pagine del diario non mancano gli aneddoti personali, come il resoconto della visita alla galleria di Dresda che espone l’olio su tela Due uomini che contemplano la luna di Caspar David Friedrich che tanto ruolo avrebbe avuto nella genesi di Aspettando Godot. Oppure l’incontro di Beckett con un sarto che avrebbe tentato di truffarlo e che avrebbe poi fornito in modo più o meno diretto l’ispirazione per la celebre barzelletta raccontata da Nagg in Finale di partita.
In Italia, l’edizione dei diari tedeschi sarà pubblicata da Einaudi in una data ancora da definire.




