Trevor Bača musica i fremiti fermi
La ECM Records pubblica «Stirrings Still», con la voce di Paul Griffiths e le musiche del compositore statunitense eseguite dal Jack Quartet.
Esce oggi, per ECM New Series, un disco interamente dedicato a Stirrings Still, l’ultima prosa breve di Samuel Beckett. Il testo originale inglese è letto da Paul Griffiths, mentre le musiche composte da Trevor Bača sono affidate al Jack Quartet (Christopher Otto e Austin Wulliman ai violini, John Pickford Richards alla viola e Jay Campbell al violoncello).
Composto tra il 1983 e il 1987 e pubblicato l’anno successivo dalla Blue Moon Books di Barney Rosset, Stirrings Still è noto in Italia con il titolo Fremiti fermi, scelto da Gabriele Frasca per la traduzione del 2008. È un testo brevissimo in cui un uomo osserva se stesso alzarsi, andare e ritrovarsi ogni volta nello stesso luogo.

L’aspetto più interessante di questa trasposizione musicale è il rapporto tra la parola e la musica. Voce e quartetto avanzano come due flussi distinti che si alternano, si interrompono e finiscono progressivamente per contaminare l’ascolto l’uno dell’altro. L’avvicendarsi di fonti sonore distinte è un tratto abbastanza comune nei radiodrammi di Beckett (pensiamo ad esempio a Radio I), ma Stirrings Still di Bača ricorda per certi versi l’operazione compiuta nel 1987 da Morton Feldman con Parole e musica, il radiodramma di Beckett recentemente riproposto allo Sheffield Chamber Music Festival in uno spettacolo recensito dal Guardian. Anche lì parola e musica procedono come entità autonome in un alternarsi di conflitto e risonanza. Nel radiodramma del 1961, però, Parole e Musica sono veri e propri personaggi — Joe e Bob — e i loro interventi sono previsti fin dall’origine nel copione. Beckett aveva deliberatamente lasciato incompleta la parte di Musica, affidandola inizialmente al cugino John Beckett e poi, in occasione di nuove produzioni, a Humphrey Searle e infine a Feldman. Trevor Bača si è invece confrontato con una prosa nata senza inserti musicali. È stato lui a individuare gli intervalli nei quali far entrare il quartetto e a costruire, a partire dal testo, il dialogo fra i due flussi.

Il progetto risale al 2016, quando Paul Griffiths fece conoscere Fremiti fermi a Bača. Il compositore americano conosceva già il teatro di Beckett, ma non la sua ultima produzione in prosa. A colpirlo fu soprattutto il modo in cui il testo si muove: frasi, immagini e gesti scompaiono per tornare poco dopo in forma leggermente diversa. Qualcosa che a Bača deve essere sembrato molto vicino al suo approccio compositivo. Il compositore ha lavorato quindi sugli elementi ricorrenti della prosa (orologi, urla, sguardi, rumori, testa appoggiata sulle mani, etc.) sottoponendo i suoi materiali musicali a un continuo processo di apparizione, trasformazione e ritorno. Un suono ascoltato quasi distrattamente all’inizio può riaffiorare molto più tardi con un peso diverso e un evento futuro può presentarsi in anticipo, come una premonizione.
Nel finale il protagonista sente provenire dal profondo una frase nella quale non riesce a distinguere una parola decisiva: da quella parola dipenderebbe la scelta tra il continuare e il fermarsi. Qui la musica del quartetto sembra raccogliere proprio la confusione del protagonista, senza sciogliere l’incertezza che attraversa il testo.

La registrazione è stata realizzata nel maggio 2023 e nel settembre 2024 presso l’Auditorio Stelio Molo RSI di Lugano.




